PANNELLO N° 31

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Dal Comitato di Liberazione alle prime elezione libere

Subito dopo l’8 settembre 1943 si costituiscono in Italia i Comitati di Liberazione Nazionale, formati da esponenti dei partiti antifascisti, con lo scopo di creare strutture di governo nel territorio lasciato a se stesso dopo l’abbandono di Roma da parte del re e del governo centrale, nonché di istituire un coordinamento dei gruppi partigiani in attesa della Liberazione. Dal livello nazionale fino al più piccolo Comune, il desiderio di libertà, il senso di solidarietà in quei mesi drammatici unirono le forze antifasciste: comunisti e cattolici, socialisti e liberali, repubblicani e azionisti superarono le divisioni per liberare l’Italia dall’occupazione nazifascista.

Le informazioni sull’origine e sull’attività dei CLN sono in molti casi incomplete, anche perché la loro attività si svolge in forma clandestina. Spesso i CLN sorgono da gruppi formatisi già in precedenza ed in alcune realtà, nei centri maggiori, è presente più di un Comitato. Sappiamo ad esempio che subito dopo il 25 luglio 1943 si forma a Carrara un Comitato di salute pubblica e poco dopo il Comitato delle Correnti Antifasciste a cui, dopo l’8 settembre, succede il Comitato di Liberazione Nazionale. D’altronde in quella città il sentimento libertario e l’antifascismo clandestino erano molto radicati e se durante la dittatura non era permesso riunirsi, appena possibile si incontrano in piccoli gruppi per contribuire ad una nuova vita della città. Qui emergono, tra gli altri, uomini come Carlo Andrei, Gino Menconi, Dante Isoppi, Ugo Mazzucchelli, il col. Giuseppe Pagano, don Giuseppe Rosini e Alberto Bondielli che favorisce i contatti tra carraresi e massesi.

A Massa gli antifascisti costituiscono subito dopo l’8 settembre 1943 una struttura di sostegno ai partigiani, che può essere considerata il primo nucleo del CLN. Sono in stretto contatto con gli attivisti carraresi, tanto che, quando Pagano, mentre prepara un’azione, viene arrestato e trovato in possesso dei nomi dei collaboratori sia massesi che carraresi, alcuni sono catturati, altri riescono a fuggire. A dicembre, dopo una nuova ondata di arresti, tra cui lo stesso Bondielli, il CLN viene decapitato. Ciò evidenzia come l’azione di questi militanti non sia facile sotto l’occupazione nazifascista. Nella primavera-estate 1944 il Comitato si riorganizza, ma nell’autunno, a seguito dell’ordine di sfollamento della città, deve trasferirsi a Carrara. Qui trova sede ufficiale anche il CLN provinciale di Apuania, la cui prima seduta verbalizzata è del 29 settembre 1944; era composto da due rappresentanti di ciascuno dei seguenti partiti: Partito Comunista, Partito Socialista, Partito d’Azione, Partito Repubblicano, Partito Comunista Libertario e Democrazia Cristiana; alla presidenza è Alberto Bondielli. Dopo la fuga dei fascisti nel settembre 1944, il CLN era rimasto l’unica autorità e doveva farsi carico del problema della sussistenza non solo delle formazioni ai monti, ma anche dei cittadini, una popolazione più che raddoppiata per lo sfollamento di Massa. Si istituisce così una Commissione finanziaria con il compito di reperire denaro da distribuire alla Commissione alimentare e ad un Comitato cittadino di assistenza. I finanziamenti provenivano dal Governo dell’Italia liberata e dai ceti più abbienti della città, industriali e ricca borghesia sottoposti ad una tassazione “più o meno volontaria”. C’è anche la requisizione dei viveri che vengono pagati direttamente, se vi è disponibilità, altrimenti venivano rilasciate ricevute attestanti l’ammontare della somma dovuta. Le somme disponibili, infatti, non risulteranno sufficienti al sostentamento di una popolazione troppo numerosa, in una città dove le attività – quasi tutte legate all’industria del marmo – erano cessate e per la quale la fame e la miseria, insieme ai bombardamenti, costituivano i problemi più sentiti. Il CLN indirizzava anche l’attività partigiana, ad esempio invitando ad impedire con sabotaggi lo smontaggio ed il trasferimento dei macchinari industriali in Germania, avviato nella primavera 1944. Attraverso un commissario politico, il CLN controlla ed indirizza le azioni della Divisione Lunense prima e presiede alla formazione della Divisione Apuana successivamente: è sempre il CLN che si attiva nella prima liberazione di Carrara dall’8 all’11 novembre e che costituisce una vera e propria guardia civica per il controllo dell’ordine in Carrara.

A Fivizzano un CLN clandestino si forma nel maggio 1944, tra i primi in Lunigiana, in collegamento con Carrara. A luglio si forma un Comitato comunale rappresentativo di tutte le forze politiche, presidente Alberto Tonelli, azionista. Ad esso fanno riferimento anche i territori di Casola e di Monzone. Si preoccupa di trovare aiuti in viveri e attraverso contatti con il CLN di Castelnuovo Monti riesce ad ottenere notevoli derrate di grano sia per la popolazione che per i partigiani. Del CLN clandestino di Aulla sappiamo che viene costituito formalmente il 24 ottobre 1944, presidente il prof. Alfredo Moretti democratico cristiano.

Anche a Pontremoli si costituisce, con funzioni di Sottocomitato provinciale, un CLN comunale la cui prima riunione documentata si svolge il 18 novembre 1944. Su indicazione del CLN provinciale, ha giurisdizione anche sui Comuni di Zeri, Mulazzo, Villafranca, Bagnone e Filattiera, mentre i restanti comuni della provincia dipendono dal CLN di Apuania con l’eccezione di Podenzana, che fa riferimento al CLN spezzino. Primo presidente del CLN pontremolese è il gen. Pietro Ferrari; segretario il prof. Italo Podestà. Alla morte di Ferrari (1 febbraio 1945) le sedute sono presiedute da Ugo Bernieri (Italo).

I primi Sindaci dopo la Liberazione

Con la Liberazione si doveva procedere alla riorganizzazione economica e politica del paese. Il 27 marzo 1945 il CPLN assume le funzioni di Giunta provvisoria del Governo e nomina nel ruolo di Prefetto il comandante del Gruppo Patrioti Apuani Pietro Del Giudice, il quale con un decreto del 25 aprile, ratificato dal Comando Alleato, nomina l’Amministrazione comunale di Apuania. Sindaco è il carrarese Carlo Andrei, comunista, vicesindaco per Massa è Gino Grassi, socialista e vicesindaco per Montignoso Francesco Orlandi, socialista. Presidente della Provincia Alberto Bondielli. Si nomina anche il capo della Polizia e viene insediata la Commissione Epurazione che doveva sostituire i vecchi funzionari fascisti con nuovi elementi di provata fede democratica.

Dopo la Liberazione, in ciascun comune della Provincia i CLN nominano i sindaci e le giunte. Sindaco di Pontremoli viene nominato Ottorino Buttini, sostituito nell’agosto successivo dallo storico Manfredo Giuliani. A Zeri viene nominato Nereo Giumelli, a Mulazzo Michele Tresanini, antifascista già confinato politico, a Filattiera Cesare Voglino e poi – dal 19 maggio – Umberto Capiferri, a Villafranca Francesco Boni, membro della “Borrini”, a Bagnone Pietro Maffei, a Licciana Adolfo Cotzia, a Comano Marco Antoniotti, a Tresana Giuseppe Brunetti, ad Aulla Felice Pioli, a Fivizzano Raffaello Bocci, a Casola Angelo Marini, già comandante partigiano, a Fosdinovo Adolfo Caleo, a Podenzana Aurelio Ballerini.

Nel frattempo gli Alleati nominano Governatore di Pontremoli e della Lunigiana il Maggiore inglese Gordon Lett.

Con il decreto del 1° marzo 1946 vengono ricostituiti i tre Comuni autonomi di Massa, Carrara e Montignoso che nel 1938 erano stati fusi nell’unico comune di Apuania.

Con le successive elezioni libere, le prime nelle quali le donne possono esercitare il diritto al voto, i cittadini eleggono sindaci e amministrazioni del territorio provinciale; si ricostituiscono così quelle autonomie locali che il ventennio fascista aveva abolito.

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